Il ruolo dell'empatia nell'intermediazione Immobiliare

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Il ruolo dell'empatia nell'intermediazione Immobiliare

By RemaxArteka il 21/02/2020 | Categoria: Management


Nell’ambito dell’intermediazione immobiliare, sviluppare una buona capacità di comprensione e comunicazione, può davvero fare la differenza. 
Il core business dell’agente immobiliare, è costruito sulle relazioni umane, tra colleghi o con i clienti. Il capitale sociale è alla base dell’attività commerciale, e parte tutto dalle relazioni interpersonali. 

I vantaggi dell’essere empatici


Tutti questi fattori, contribuiscono a creare relazioni produttive e durature e aiutano a prevenire situazioni di conflitto. 
I risvolti positivi sono riscontrabili in diversi ambiti. 
Ne è un esempio il fatto che molti clienti prediligano acquistare prodotti o servizi di aziende che percepiscono come ‘empatiche’ attraverso azioni di marketing volte a sottolineare l’attenzione alle necessità del consumatore.  
In conclusione, allenarsi nell’essere empatici migliora le relazioni e aumenta la produttività. 
 

Comprendere lo stato d'animo del cliente crea reciprocità. 


Dimostrare empatia verso la persona, nel mondo moderno, è un'attitudine sempre più rara. Prova a pensare, ad esempio, ai tuoi sentimenti quando sei stato un "utente" della sanità pubblica: code, posti scomodi, riviste di 6 mesi fa, poca informazione, scarse sensibilità e accoglienza. 
E ancora: il muro di gomma della burocrazia nella soluzione di piccole questioni, l'impossibilità di raggiungere il servizio di assistenza clienti del tuo fornitore telefonico o del web, le incomprensioni col personale di accettazione in un albergo, sono tutte situazioni che dimostrano una scarsa attenzione alla persona. 
Alla società civile serve un pieno di empatia. Sai perché? La capacità di porsi in maniera immediata nello stato d'animo o nella situazione di un'altra persona crea un collegamento efficace, una relazione che può determinare apprezzamento. E nel caso del cliente fidelizzazione. 

Sono certo che molti agenti immobiliari sono dei veri campioni quando si tratta di mostrare attenzione verso i propri clienti.?Tuttavia può capitare che le pressioni quotidiane che questa professione genera ti rendano più distaccato e insensibile verso i tuoi interlocutori.
Questo atteggiamento può trasferirsi anche a soci, collaboratori e dipendenti, col risultato che alcuni comportamenti ripetuti nel tempo diventano abitudini radicate che influiscono negativamente sulla tua reputazione personale ed aziendale.
Cosa puoi fare per rendere il mondo un posto migliore a cominciare dalla tua sfera professionale?

Ecco una short list di consigli pratici.

  • Accoglienza: dal primo incontro in agenzia o al telefono, cancella il termine "mi dica". Piuttosto, fai rientrare nella tua policy aziendale, un bel sorriso accompagnato da un saluto di benvenuto entro 3 secondi dall'ingresso in agenzia, anche se sei al telefono e con un diavolo per capello!
  • Ascolto: vai in controtendenza e concedi il tempo necessario affinché il cliente ti presenti le sue esigenze abitative. E se è di poche parole, poni qualche domanda per capire meglio la sua situazione e dare valore alla tua consulenza.
  • Puntualità: che si tratti di un appuntamento di persona o telefonico, rispetta l'orario concordato, non farti attendere. E se sei vittima di un contrattempo, avvisa il cliente non appena si verifica la circostanza. Ricorda: la puntualità è sinonimo di riguardo.  
  • Continuità: L'invio di un report sulle attività svolte, l'aggiornamento di una pratica burocratica, di una trattativa, di una richiesta di mutuo, sono occasioni propizie per manifestare attenzione alla persona. Quante volte ti è capitato di dimenticare di aggiornare con puntualità il cliente su una certa situazione?   
  • Coinvolgimento: il cliente coinvolto è consapevole, informato, aggiornato, fa la sua parte in una trattativa, può essere un valido supporto nell'esecuzione dell'incarico. Meglio averlo dalla tua parte quando gli venderai casa!  
     

Nella piramide dei bisogni elaborata dallo psicologo Abraham Maslow negli anni '50, le esigenze fisiologiche come fame, sete, sonno, termoregolazione, sono connesse alla sopravvivenza fisica dell'individuo. Tuttavia una volta soddisfatte non tendono a ripresentarsi. 
I bisogni sociali e relazionali, invece, che comprendono rispetto, approvazione, appartenenza, tendono a rinascere con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere.
Anche se la società moderna tende a soffocare gli aspetti più umanistici in nome di una ricercata, fredda efficienza, mostrare empatia è un buon modo per rimettere al centro la persona e farti apprezzare anche come professionista. Nessuno è immune ad un'attenzione sincera, non credi?

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