Con il cambio di Governo il settore immobiliare...

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Con il cambio di Governo il settore immobiliare...

By RemaxArteka il 22/07/2019 | Categoria: News


Con il cambio di Governo alcune misure fiscali relative alla casa sono a rischio.  Come potrebbe variare la politica fiscale in ambito di ristrutturazioni e quali gli effetti sui contribuenti?

La crisi che ha coinvolto l’esecutivo, avviatasi alla conclusione con il Governo Conte bis, potrebbe avere molteplici impatti sulle agevolazioni fiscali connesse agli interventi sulla casa.  Ci chiediamo come in questo contesto di incertezza verranno affrontati temi importanti come le aliquote IVA e le proroghe annuali delle detrazioni fiscali per interventi edili.

L’impegno recentemente riservato dalle forze politiche alla ricostituzione di una maggioranza in crisi, ha distolto l’attenzione dalle questioni relative alla manovra economica.  A causa di un cambio di direzione alcune misure fiscali potrebbero infatti restare congelate.  Tagli, abolizioni e mancati rinnovi potrebbero caratterizzare lo scenario del 2020 in un clima di incertezza.

La domanda cruciale è: saranno sufficienti le risorse per finanziare la agevolazioni fiscali relative alla casa e impedire l’aumento dell’IVA?

Dalle prime notizie sembra che nel programma del Governo Conte bis il settore immobiliare non sia al centro dei riflettori. La politica fiscale del nostro paese potrebbe cambiare per il 2020 o tutto resterà come prima?

Molti sono gli interrogativi, anche in ordine allo sperato abbattimento della pressione fiscale sugli immobili. Nonostante vi sia uno scenario dai confini ancora incerti, cerchiamo di fare un breve esame di quella che potrebbe essere la situazione per il prossimo anno.

Rischio aumento dell'IVA

L’obiettivo del mantenimento dell’IVA sarà certamente nell’agenda del nuovo Governo ma, senza un intervento ben preciso, si potrebbe invece assistere a un aumento della aliquota IVA che in campo edile renderebbe certamente più costoso qualsiasi tipo di intervento.  
A partire dal 2020 l’IVA ordinaria potrebbe passare dal 22% al 25,2% e un aumento dal 10% al 13% si potrebbe registrare per l’IVA ridotta.  Forte l’impatto sul mercato delle ristrutturazioni e dell’acquisto delle case, anche di nuova costruzione. Effetti negativi dovuti agli aumenti dell’IVA si ravvisano anche sul mercato dei beni mobili e degli elettrodomestici.  La crisi attraversata di recente dal governo e le necessità di reperire sufficienti risorse finanziarie per evitare il temuto incremento dell’IVA, potrebbero essere la causa della mancata proroga annuale del bonus casa.
 

Lavori in casa: quali sono le detrazioni fiscali a rischio

Quali sono gli effetti della passata crisi di governo sulle politiche fiscali relative alla casa?
Purtroppo, per far quadrare i conti, in futuro potrebbe essere necessario effettuare un taglio alle agevolazioni ristrutturazione concesse a favore di chi si appresta a effettuare dei lavori in casa. Evidenti sono le ripercussioni negative ove ciò accadesse, essendo il bonus casa un elemento trainante del settore edile.

Non è solo una questione di risorse; con la costituzione di nuovi assetti governativi si potrebbe assistere a un rallentamento dei tempi per approdare alla Legge di Bilancio che viene varata dal governo solitamente entro il 31 dicembre di ogni anno.  Come sanno bene coloro che si apprestano a comprare casa ed effettuare lavori di ristrutturazione e di risparmio energetico, il 31 dicembre 2019 sono in scadenza importanti bonus fiscali. 

Si tratta delle detrazioni fiscali riconosciute in caso di spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica degli edifici.  

La legge riconosce anche il diritto di portare in detrazione le spese effettuate per l’acquisto di mobili o elettrodomestici impiegati per arredare le case oggetto di ristrutturazione.  

Attenzione. Proprio il bonus mobili potrebbe essere in prima fila tra le agevolazioni fiscali destinate a saltare. Del resto già lo scorso anno ha rischiato la mancata riconferma, essendo stato approvato solo all’ultimo momento dal governo.  

È lampante quanto questo scenario sarebbe controproducente, vanificando tutti gli sforzi effettuati per incentivare la realizzazione di opere edili e per rilanciare le imprese.  Lo sconto in fattura come misura alternativa all’Ecobonus e al Sismabonus, introdotto dal recente Decreto Crescita, verrebbe così vanificato.

In assenza di una proroga da parte della Legge di Bilancio 2019 del bonus ristrutturazioni del 50%, per tali interventi dal prossimo anno si potrebbe fruire della detrazione pari al 36% della spesa sostenuta, entro un tetto massimo di spesa pari a 36.000 euro contro i 96.000 euro attualmente previsti.  

In questo contesto preoccupante, per fortuna, resta salvo il Sismabonus per l’adeguamento e il miglioramento sismico degli edifici, vista la sua scadenza fissata per il 2021.  

In conclusione, quello che accadrà il prossimo anno dipenderà molto dalle risorse che si riusciranno a mettere a disposizione e dalle priorità e obiettivi di governo.
Si dovrà dunque attendere gli accordi definitivi tra le parti politiche e la nuova Manovra Economica.

Incentivi ristrutturazione casa: meglio avviare i lavori entro il 31 dicembre 2019

Visto il clima di incertezza che potrebbe caratterizzare il 2020 in merito alle agevolazioni sulla casa, sarebbe bene che coloro che intendono affrontare dei lavori di ristrutturazione si affrettino a procedere.  

Con la Legge di Bilancio 2019 è stato prorogato al 31 dicembre prossimo il termine per poter fruire del bonus ristrutturazioni pari al 50% della spesa sostenuta per i lavori di recupero del patrimonio edile. A esso si affianca il bonus mobili ed elettrodomestici, volto a incentivare l’arredo di immobili ristrutturati. Stessa scadenza per l’Ecobonus che prevede una detrazione fiscale che va dal 50% al 65% per lavori di riqualificazione energetica.


Quindi, per evitare di vedere svanire le opportunità fino ad oggi offerte dagli sgravi fiscali, meglio procedere al più presto con interventi in ambito edile ed energetico.  

Anche in caso di future variazioni poste in atto dal Governo di nuova formazione, si potrà continuare a beneficiare delle detrazioni fiscali con le vecchie aliquote, qualora i lavori vengano intrapresi nell’anno in corso.
 

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